Un film di Mike Flanagan.

Ispirato all’omonimo romanzo di Stephen King, Gerald’s Game è un film piuttosto interessante nella sua trattazione del trauma, disponibile su Netflix.

La trama si svolge quasi interamente nella casa delle vacanze dei protagonisti.

A partire dalla fantasia di stupro del co-protagonista Gerald (personaggio che dà nome al film ma che come vera e propria figura appare poco), vediamo come man mano che la pellicola si srotola la personalità e vita della protagonista Jessie ci viene spiegata. L’utilizzo del flashback porta lo spettatore nella mente di Jessie, nei suoi ricordi di adolescente e nei suoi traumi.

“Le persone che dovrebbero proteggerci dai mostri, sono mostri loro stessi”

Jessie, Gerald’s game

L’incubo non è qualcosa di fittizio, esageratamente irreale o magico, ma la vita reale, passata e presente della protagonista, che si ritrova a lottare contro la propria mente e per la propria vita.

I mostri esistono a questo mondo e non sono solamente creature orripilanti e deformi, ma persone a noi vicine: un marito, un padre, una madre.

Si nascondono dietro falsi sorrisi e personalità ammalianti, violenti e ossessivi.

Il confronto con se stessa porterà la protagonista ad addentrarsi sempre di più nel suo inconscio, protagonista vero del film insieme alla stanza da letto dove la maggior parte della pellicola si svolge.

Le inquadrature suggestive rendono il viaggio dentro Jessie un thriller completo, grazie anche alla meravigliosa performance dell’attrice Carla Cugino che riesce a trasportarci nell’emotività e profondità del suo personaggio.

Una pellicola decisamente da recuperare, che scava dentro all’animo in frantumi di una donna per poi mostrarci la sua epifania alla fine del film.

L’eclissi mette fine all’incubo, illumina ciò che al buio sembrava spaventoso ma che in fondo era meno terrificante di ciò che la mente riesce a creare.